Taranto, Emiliano allo scontro col governo: “Vuole una città in cui si producono malati e non ci aiuta a curarli”


“La Puglia è in battaglia frontale contro questo governo e contro chi pensa di fare del sud e in particolare di Taranto un luogo dove produciamo malati da dover curare con grande difficoltà perché ci danno anche pochi soldi per curarli e poco personale e per alimentare il sistema sanitario del nord che viene inondato di soldi, anche perché deve curare i malati della Sicilia, della Campania, della Basilicata e della Puglia”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alza il tiro nei confronti del governo gialloverde e di AcelorMittal, i nuovi proprietari dell’ex Ilva che ha annunitao la cassa integrazione di 13 settimane per 1.400 dipendenti del siderurgico. Accanto al governatore, nella sede della Provincia di Taranto c’erano i parlamentari Francesco Boccia, Ubaldo Pagano insieme con il segretario regionale del Pd Marco Lacarra.

“Il deputato pugliese Francesco Boccia – ha aggiunto Emiliano – ha presentato un emendamento al Decreto crescita per attuare la decarbonizzazione integrale entro il 2040 e questo emendamento è stato bocciato da M5S e Lega. Questo vuol dire che non hanno alcuna intenzione di abbassare le emissioni di C02, non vogliono incidere sui cambiamenti climatici e soprattutto vogliono lasciare Taranto al suo destino di salute e di disoccupazione. Questa cosa è inaccettabile e determinerà uno scontro istituzionale che ci obbligherà a chiedere di essere ricevuti dal presidente della Repubblica perché una vicenda come questa non può essere accettata”.

Poi, a proposito dell’ex Ilva ha aggiunto: “La Regione Puglia aveva più volte detto che l’acquisto da parte di ArcelorMittal rischiava di essere una semplice acquisizione di quote e non invece un acquisto strategico che consentisse a lavoro e alla salute di essere conciliate. Ed era questa la ragione per la quale abbiamo sempre guardato con grande sospetto al più grande produttore d’acciaio europeo che ovviamente con l’acquisizione della fabbrica di Taranto non conseguiva un risultato strategico ma solo commerciale, cioè solo di acquisire le commesse”.

“Abbiamo comunque collaborato – ha aggiunto – nel limite del possibile e solo pochi giorni fa avevo incontrato Matthieu Jehle che aveva presentato il piano di riambientalizzazione della fabbrica e non mi aveva minimamente fatto cenno a questa situazione di esuberi temporanei. È incredibile che questi esuberi ammontino addirittura a 1.400 lavoratori. Questo è un dramma, una beffa, una presa in giro. Il fatto che il governo ancora non abbia preso una posizione netta contro questa proposta della cassa integrazione mi fa pensare che gli unici a preoccuparsi della salute dei cittadini prima di tutto e poi del lavoro siamo noi pugliesi”.

Secondo Emiliano, “a Roma tutto assume una dimensione diversa e sembra, onestamente, una specie di beffa quella di dover gestire dati epidemiologici ancora pesantissimi dal punto di vista della salute e perdere anche i posti di lavoro. Perché non vale più neanche il ricatto occupazionale a giustificare quello che il governo e l’acquirente dell’Ilva stanno combinando. E parliamo del governo che si è definito del cambiamento e che a Taranto ha avuto un risultato straordinario, quasi il 50% dei voti, credo esclusivamente per ragioni ambientali, perché prometteva la tutela dell’ambiente e della salute”.


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