Tim, il cda fissa l’assemblea il 29 marzo e sconfessa la linea di Vivendi – Repubblica.it


MILANO – L’assemblea dei soci di Tim si terrà il 29 marzo. A questa data è approdato il consiglio di amministrazione che si è tenuto in giornata.

Vivendi, primo socio della compagnia Tlc con il 24% circa del capitale e ormai da mesi in lotta con il fondo Elliott, che aveva vinto la maggioranza nel board, avrebbe voluto si tenesse prima del 15 febbraio. Si andrà invece più vicini alla data (11 aprile) nella quale era già stata prevista l’assemblea per approvare il bilancio, che a questo punto passerà sul tavolo di questo stesso cda il 21 febbraio.

La società ha confermato la data in una nota ufficiale, nella quale si precisa che il cda di Tim riunitosi oggi, conclusa “l’istruttoria” avviata lo scorso 21 dicembre sulla richiesta (del 14 dicembre) di Vivendi di convocare anticipatamente l’assemblea dei soci, ha deciso di “accogliere” quanto reclamato dall’azionista francese e ha convocato la riunione per il 29 marzo prossimo in unica convocazione. L’assemblea, oltre ad approvare il bilancio relativo al 2018, tratterà dunque anche “gli argomenti” che Vivendi “ha sollecitato”. La decisione del board è stata presa a maggioranza.

Nei giorni antecedenti il board, lo scontro tra i soci si era riproposto violento. L’ultimo atto era arrivato dal presidente di Tim, Fulvio Conti, che ha respinto le accuse di partigianeria di Vivendi e – sulla data in cui convocare l’assemblea – ha brandito il codice civile per ricordare come spettasse solo al cda fissare la data: pur “rispettando l’azionista con il 24%, non posso trascurare di tenere in considerazione il restante 76%”.

Vivendi ha chiesto la revoca di 5 consiglieri, oltre al presidente Fulvio Conti, i consiglieri Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti. “Qualsiasi ulteriore ritardo nella convocazione dell’assemblea degli azionisti sarebbe imbarazzante per la società e per il presidente del cda Fulvio Conti” ha detto all’Ansa nei giorni scorsi un portavoce del gruppo francese, aggiungendo che “è ormai chiaro che il vero motivo di queste assurde tattiche volte a perdere tempo riguarda il fatto che il presidente ritiene di non rappresentare più gli azionisti di Telecom nel loro complesso e cerca quindi di evitare un voto democratico ignorando ogni basilare regola di governance. Ancora una volta, Elliott e gli interessi personali, prevalgono su ciò che è giusto per la società”.

La risposta non si era fatta troppo attendere. “Vivendi ha sempre la capacità di stupirmi, attribuendomi poteri che non ho” ha puntualizzato Conti, biasimando Vivendi per le dichiarazioni fatte a mercati aperti. “Se Vivendi ha a cuore le regole di un voto democratico dovrà attendere la convocazione dell’Assemblea che sarà deliberata dal prossimo CdA del 14 gennaio, che dovrà assumere la propria decisione in totale autonomia, rispettando il Codice Civile che prevede, entro 30 giorni dalla richiesta, la convocazione di un Assemblea – ha chiarito Conti.

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