Torino, esponente Pd ai No Tav dopo il corteo del Primo maggio: “La polizia gli ha fatto assaggiare i manganelli. Finalmente!”


“La polizia gli ha fatto assaggiare i manganelli. Finalmente!”. Il riferimento è al corteo del Primo Maggio di ieri a Torino e alle cariche della polizia contro lo spezzone dei No Tav per alleggerire la pressione sui militanti e rappresentanti del Pd che nel corteo erano proprio davanti ai No Tav. Riferimento che compare in un tweet di un militante, Joseph Gianferrini, collaboratore di un consigliere regionale uscente della Regione. Gianferrini racconta dei teppisti No Tav e di Askatasuna che “avevano l’unico obiettivo di far il Pd dal corteo”. Poi il riferimento ai manganelli liberatori fatto assaggiare ai No Tav. Manganelli che hanno colpito anche qualche consigliere pentastellato dei Cinque Stelle del Comune, come Damiano Carretto.

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I commenti che seguono al tweet non sono teneri. Gianferrini viene paragonato a Salvini, altri puntano il dito sulla violenza verbale della battuta: insomma, “usare i manganelli non è una vittoria” e non è nemmeno molto democratico. Non sarebbe in stile Pd. Gianferrini difende però il tweet e il post su Facebook. “Ieri siamo stati sistematicamente attaccati – dice – io c’ero. Nel tweet ho scritto la verità. La carica della polizia ci ha permesso di finire il corteo, altrimenti ci avrebbero menati. Chiedo scusa se il termine assaggiare ha turbato qualcuno, ma il concetto non cambia. Non mi sento fascista per quello che ho detto, sono rude e schietto. E di sicuro non chiedo scusa ai No Tav e a quelli di Askatasuna che ieri erano in corteo e ci volevano impedire di manifestare”. E ai consiglieri dei Cinque Stelle? “Avrebbero dovuto permetterci di manifestare senza problemi. Se vai in mezzo e la polizia carica non è colpa di nessuno. I No Tav ci hanno detto di tutto. Sono stati violenti nei nostri confronti. I veri fascisti sono loro. Non noi. Ieri hanno superato il limite”. Gianferrini non ha ricevuto chiamate dei segretari locali del Pd. E difende il suo punto di vista. Solo su una cosa ha dubbi: “Non capisco perché si sia creata quella situazione, non comprendo perché il nostro pezzo sia finito davanti a quello dei No Tav senza cuscinetti. Forse poteva essere gestita meglio”.


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