Tragedia Corinaldo, lo strazio della mamma: “Mia figlia aveva solo 14 anni, vi rendete conto…”


“Era mia figlia, aveva solo 14 anni, vi rendete conto…”. Riesce a stento a tenersi in piedi, e urla in lacrime davanti all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona la madre di una delle vittime della strage avvenuta la notte scorsa nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo dove sono morte sei persone (cinque adolescenti e una madre che aveva accompagnato il figlio al concerto di Sfera Ebbasta). Tutti sono rimasti schiacciati o soffocati nella calca che si è formata probabilmente dopo che qualcuno ha spruzzato spray urticante.

Alla donna, sorretta da una parente, i sanitari presenti mettono una pesante coperta sulle spalle per coprirsi. Molti congiunti delle giovani vittime, arrivati all’obitorio, parlano in lacrime al telefono, altri siedono fuori della struttura impietriti dal dolore in una situazione quasi irreale. Alcuni genitori delle vitime attendevano i figli fuori dalla discoteca, attrezzati anche con coperte in auto per riportarli a casa alla fine del concerto. Per loro sono stati attivati servizi di assistenza psicologica.

“Stavamo ballando in attesa che cominciasse lo spettacolo di Sfera Ebbasta, quando abbiamo sentito un odore acre, siamo corsi verso una delle uscite di emergenza ma l’abbiamo trovata sbarrata, i buttafuori ci dicevano di rientrare…”, racconta un sedicenne rimasto ferito nella calca. “Uno è morto schiacciato sotto a tutti”. “Abbiamo visto dei corpi stesi per terra, coperti da teli bianchi e un uomo che si aggirava, come un sonnambulo… Continuava a ripetere ‘mia figlia è morta'”, dice un’altra donna arrivata in ospedale per assistere la figlia di 14 anni rimasta ferita. Un altro ragazzo, presente al concerto, racconta: “A un certo punto abbiamo cominciato a tossire, mancava l’aria come quando c’è un incendio, e tutti siamo andati verso l’uscita. C’erano ragazzi che nella calca sono caduti, travolti da altri che correvano”.

Davanti alla discoteca, di prima mattina, si sentono urla e pianti. I ragazzi che si allontanano sono in lacrime. “Che cosa volete che vi dica? – urla uno di loro – stasera qui è morto il mio migliore amico”. Raffaele Lerino è un papà, uno dei testimoni che ha assistito alla tragedia. Su Facebook racconta: “Un gran coglione lancia una bomboletta di spray al peperoncino in mezzo alla sala con più di 1500-2000 persone tra cui io e mia figlia di 10 anni”. Tutto è accaduto molto rapidamente. “Qualcuno nella ressa sviene perché allergico, preso dal panico o ubriaco. In 20 secondi la pista era vuota”, spiega Lerino.

La strage nella discoteca di Corinaldo nell’Anconetano provoca la reazione commossa e furiosa degli utenti dei social. Dalle prime informazioni diffuse da Twitter sembrava che le uscite di sicurezza fossero bloccate. In realtà i carabinieri hanno smentito questa ipotesi, confermando che la calca ha provocato la morte di 6 persone e il ferimento di 59 (di cui 13 gravi). Al vaglio degli inquirenti anche l’ipotesi (molto concreta) che a scatenare il panico sia stato uno spray al peperoncino spruzzato ad qualcuno per gioco. Di sicuro, dalle testimonianze anche video che si raccolgono sui social si capisce che nella discoteca erano presenti oltre mille persone, probabilmente in numero ben superiore alle circa 900 consentite per legge.

“Io ne conosco almeno 2 delle vittime, è un incubo. Io in quella discoteca non ci vado mai, perché è un buco – scrive una ragazza su Twitter – non è possibile. Le ragazze della mia classe ci lavorano dentro addirittura”. In un video, inoltre, si vede il momento in cui crolla il parapetto dove si era accalcata la folla di ragazzini che si avviavano verso l’uscita di sicurezza.


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