Troppo sicuri di sé: la generazione Z non cambia mai password


TRASCORRONO la maggior parte del loro tempo con lo smartphone (o il tablet) in mano, eppure non si preoccupano minimamente di difendere i propri dati. E’ la fotografia scattata da un sodaggio (Harris Poll) condotto per Google – riporta Mashable – su 3mila giovani americani di età compresa tra i 16 e i 24 anni che dimostra quanto la Generazione Z sottostimi la questione sicurezza.

A cominciare dalla password, per la quale i ragazzi sembrano non avere neppure fantasia. Secondo i dati raccolti, il 78% degli intervistati ha ammesso di usare la stessa parola-chiave per accedere a diversi account. Contro il 60% della precedente generazione (definita Baby Boomers) e delle persone tra i 25 e i 49 anni che hanno partecipato all’indagine. Anche per le truffe i giovani presi in esame hanno dimostrato superficialità, se non ignoranza. Se il 71% si è detto convinto di non cadere nelle trappole del phishing online, ma solo il 44% sapeva di cosa di stesse parlando.

Qualche lato positivo c’è e interessa la capacità di adattamento. Se i nativi digitali sembrano essere i gran parte distratti rispetto alle “precauzioni” per difendere la propria vita virtuale, risultano però più pratici nei confronti degli strumenti a disposizione. Come l’autenticazione a due fattori, sistema di accesso sicuro fornito da diversi servizi online nonché dispositivi utilizzato dal 76% degli intervistati. Uno spunto che può interessare soprattutto gli sviluppatori di software nell’ottica di rendere più semplici le procedure di sicurezza perché siano alla portata di tutti.


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