Trump alza i dazi dal 10 al 25% su import da Pechino per 200 miliardi di dollari – Repubblica.it


ROMA – I dazi Usa su duecento miliardi di dollari di merci importate dala Cina salgono dal 10 al 25 per cento. Lo annuncia il presidente Donald Trump via Twitter. Il rialzo avrà effetto dal prossimo venerdì. Finisce così la tregua raggiunta a dicembre tra Cina e Usa: Trump e il presidente cinese Xi Jinping nel corso del G20 di Buenos Aires avevano stabilito che le tariffe doganali Usa sarebbero rimaste congelate al 10% in attesa dell’avvio di negoziati che avrebbero dovuto riguardare il trasferimento forzato di tecnologia, la protezione della proprietà intellettuale, le barriere non tariffarie, le cyber intrusioni, servizi e agricoltura.

I negoziati, che si sarebbero dovuti concludere entro i successivi 90 giorni, sono stati effettivamente avviati, ma, osserva Trump, vanno troppo a rilento:  “L’accordo sul commercio con la Cina continua, ma troppo lentamente, dato che loro continuano a cercare di rinegoziarlo: no!”, scrive il presidente Usa.  “Per 10 mesi, – scrive ancora Trump – la Cina ha pagato tariffe agli Usa del 25% su 50 miliardi dollari sull’alta tecnologia e del 10% su 200 miliardi di altri beni. Questi pagamenti sono in parte responsabili dei nostri straordinari risultati economici”.

E quindi evidentemente il rialzo delle tariffe permetterà di raggiungere risultati economici ancora più straordinari, ma potrebbero essere una doccia gelata sui negoziati, che dovrebbero riprendere la prossima settimana: il vicepremier cinese Liu He è atteso a Washington nei prossimi giorni: i colloqui ad aprile avevano avuto una fase importante, e lo stesso Trump aveva detto che stavano andando bene. Fonti vicine al negoziato ritenevano anzi che i colloqui fossero vicini alla chiusura. Adesso nelle prossime ore bisogna vedere quale sarà la reazione cinese alla mossa improvvisa di Trump.

La stangata sui dazi potrebbe non limitarsi alla Cina. In Italia a lanciare l’allarme sono Coldiretti e Filiera Itali, ricordando che domani è previsto l’avvio dell’indagine da parte del Dipartimento del Commercio Usa (USTR) sulla proposta di mettere i dazi alle importazioni per una lunga lista di prodotti provenienti da Paesi Ue. La “black list” dei prodotti europei da colpire con dazi ha un importo complessivo di 11 miliardi di dollari e comprende anche importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite.

La scure, secondo lo studio di Filiera Italia e Coldiretti, si abbatte sul principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari dove nel 2018 si è registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%)

 

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