Tumori, scoperti nuovi ‘soldati’ attivi contro la malattia


“Istruiscono” le cellule T doppie negative a sviluppare resistenza contro alcuni tipi di sarcoma e nel cancro del colon. Sono i neutrofili su cui si concentra uno studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica Cell, che ha analizzato il ruolo di nuovi ‘soldati’ del sistema immunitario nelle nostre difese contro il cancro.

Neutrofili e tumori: che relazione c’è

I neutrofili sono le cellule più abbondanti nel sangue e rappresentano la prima linea di difesa contro i microrganismi ‘invasori’. Inoltre, svolgono un ruolo importante nell’attivazione e orchestrazione di reazioni infiammatorie acute. Ma negli ultimi 10-15 anni i ricercatori hanno capito che il sistema immunitario nei tumori ha un ruolo più ampio di quanto si pensasse. In molti casi, infatti, le cellule tumorali possono “manipolare” le cellule del sistema immunitario a proprio vantaggio e renderle dei “poliziotti corrotti”: cellule che normalmente dovrebbero difenderci dai tumori ne diventano così sostenitrici. Tra queste cellule ci sono i neutrofili, la popolazione di globuli bianchi che in caso di infezione è la prima a ‘correre’ nella parte del nostro corpo ammalata.

Cellule T, direttori d’orchestra del sistema immunitario

Questa nuova ricerca, diretta e coordinata da Alberto Mantovani e Sebastien Jaillon di Humanitas, ha dimostrato proprio che i neutrofili, all’interno di alcuni tumori hanno un ruolo importante nella resistenza contro il cancro. In particolare, queste cellule danno precise istruzioni ad un tipo di cellule T definite ‘non convenzionali’. “Le cellule T sono i direttori dell’orchestra immunologica – spiega Sebastien Jaillon, ricercatore in biologia dei neutrofili, immunità e immunopatologia di Humanitas e titolare di un progetto Airc denominato My First AIRC Grant, dedicato a ricercatori sotto i 40 anni che non hanno mai avuto un finanziamento Airc.

“Solitamente le cellule T maggiormente associate alla resistenza contro i tumori sono le cosiddette CD4 e CD8. Invece le cellule T con cui dialogano i neutrofili sono le cosiddette ‘doppie negative’, (perché non hanno né CD4 né CD8)”, spiega Jaillon. Ne abbiamo identificati ben 12 raggruppamenti all’interno dei tumori, a dimostrazione della straordinaria complessità del nostro sistema immunitario. Con questo studio abbiamo scoperto che le firme molecolari che identificano i neutrofili che dialogano con le cellule doppie negative, presenti in un particolare sarcoma e in alcuni tipi di cancro, in particolare colon retto, sono associate a una prognosi migliore”.

Immunologi e bio-informatici per la ricerca sui neutrofili

Lo studio sul ruolo dei neutrofili in alcuni tumori, durato più di 5 anni, ha coinvolto competenze diverse – immunologi, bioinformatici, clinici – e istituzioni di più Paesi, fra cui Istituto nazionale tumori di Milano e Columbia University di New York. “Oltre che per i risultati raggiunti – spiega Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University – la ricerca è importante anche per il metodo utilizzato. Abbiamo infatti lavorato con approcci di bioinformatica su database pubblici verificando poi i dati anche su pazienti del nostro ospedale. Inoltre, uno studio di questo tipo dimostra l’importanza di attrarre nel nostro Paese cervelli internazionali come Sebastien Jaillon, e di collaborare con istituzioni di tutto il mondo, per unire competenze ed eccellenze”.

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