Ucraina, dazi, contrasti Usa-Russia: al via il G20 delle tensioni


BUENOS AIRES – Inizia oggi nella capitale argentina il G20, l’appuntamento annuale tra i capi di Stato e di Governo dei 19 Paesi più industrializzati al mondo, più l’Unione europea. L’incontro arriva in un momento particolarmente movimentato, tra la nuova crisi russo-ucraina nel Mar d’Azov, la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, il primo grande incontro istituzionale del principe saudita Mohammed Bin Salman dopo l’omicidio di Jamal Khashoggi e anche il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles per la contestata manovra del governo Conte.

A questo scenario va aggiunto anche il momento complicato che sta vivendo il Paese ospitante, l’Argentina, stretto da un lato da una dura crisi economica che ha provocato nuove misure di austerità, dall’altro dall’esigenza di riabilitare la propria immagine agli occhi della comunità internazionale dopo gli incidenti verificatisi la scorsa settimana prima della finale di Copa Libertadores tra Boca Juniors e River Plate. Incidenti che hanno restituito l’immagine di una nazione incapace di organizzare un grande evento, confermata anche dalla decisione della federazione di calcio del sudamericana di disputare la partita a Madrid.

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Gli incontri si terranno fino a sabato. Ieri, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato a sorpresa di aver cancellato l’incontro bilaterale con Vladimir Putin perché in disaccordo con l’arresto dei marinai e il sequestro delle navi ucraine nel Mar d’Azov. Dal Cremlino avevano risposto ironicamente, evidenziando che, in questo modo, il presidente Putin avrebbe avuto un paio di ore libere in più per portare avanti colloqui importanti. Oggi, la portavoce del governo Maria Zakharova ha definito l’incidente dello stretto di Kerch “un pretesto” per cancellare l’incontro: “Credo che i veri motivi vadano cercati nella situazione politica interna agli Stati Uniti”. In ballo tra le due nazioni ci sarebbero anche dei colloqui sul nucleare, visto il ritiro di Washington, lo scorso ottobre, dall’accordo sugli euromissili siglato con Mosca nel 1987.

In particolare, è tornato alla ribalta in queste ore il caso Russiagate. Ieri l’ex avvocato di Donald Trump, Michael Cohen, ha confessato di aver mentito in precedenti deposizioni al Congresso, nelle quali aveva dichiarato che i progetti dell’attuale presidente per una Trump Tower a Mosca erano stati abbandonati. Invece, quei progetti erano ancora in corso, il che potrebbe configurare il reato di collusione con una potenza straniera, fattispecie che potrebbe portare all’impeachment. Nel frattempo, Stati Uniti, Messico e Canada hanno firmato un nuovo accordo commerciale che sostituisce il Nafta, dopo mesi di trattative. Lo ha annunciato lo stesso Trump su Twitter.

Quanto alla Ue, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha confermato la condanna nei confronti della Russia per la crisi con l’Ucraina e ha parlato di nuove sanzioni per Mosca. “Bisogna parlare della guerra dei dazi, delle tragiche situazioni in Yemen e Siria e dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha aggiunto. Senza citare direttamente il caso Khashoggi, Tusk ha parlato anche della necessità di garantire “la sicurezza indispensabile per i giornalisti”. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, invece, si è soffermato sull’Italia, e ha dichiarato in conferenza stampa che incontrerà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per parlare della legge di bilancio: “L’atmosfera è buona, stiamo facendo progressi”, ha aggiunto. Intanto, dopo il guasto aereo che ne ha impedito l’arrivo in Argentina nella giornata di ieri, Angela Merkel arriverà a Buenos Aires con qualche ora di ritardo.


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Mario Calabresi
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