Un “albo” per le prostitute in ogni Comune, il Veneto discute la legge


Arriva in Consiglio regionale del Veneto un progetto di legge, di iniziativa statale, che mira a regolamentare la prostituzione, istituendo appositi ‘albi’ di iscrizione, registrati nei Comuni, con l’identità di chi pratica l’attività. Il Pdl del consigliere Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) – riferisce il Gazzettino – arriverà oggi all’attenzione della commissione sanità del Consiglio, convocata nella sede di Palazzo Ferro Fini.

La regolarizzazione prevede la possibilità di esercitare la prostituzione anche in “forme associate”, ma senza turbare “la quiete, la sicurezza, e l’ordine pubblico”. Il sesso a pagamento non potrebbe mai essere esercitato in strada. In base alla proposta di legge, composta di 15 articoli, le prostitute sarebbero tenute al pagamento degli oneri per sanità, previdenza e fisco, e avrebbero l’obbligo di mantenere la totale riservatezza dell’identità dei clienti. Previsto anche un certificato di idoneità sanitaria.

Una battaglia che la Lega conduce anche a livello nazionale tornando a chiedere la legalizzazione della prostituzione e la riapertura delle ‘case chiuse’, questa volta con un disegno di legge presentato a Palazzo Madama lo scorso 7 febbraio dal senatore Gianfranco Rufa.
 
La pdl in questione abroga i primi due articoli della legge Merlin e prevede il via libera all’esercizio della prostituzione nelle abitazioni private (vietandolo “in luoghi pubblici o aperti al pubblico”), con l’istituzione presso la questura di un registro a cui sono tenute a iscriversi tutte le persone interessate a esercitare la professione. Con multe da mille a diecimila euro per chi esercita la prostituzione in luogo pubblico e per i clienti. Inasprite, inoltre, le sanzioni per chi compie atti sessuali con un minore in cambio di denaro e per chi si macchia del reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.
 
La proposta di legge leghista prevede anche interventi “di carattere preventivo e sanitario”. “Chiunque esercita la prostituzione – si legge nella pdl – è tenuto a sottoporsi ad accertamenti sanitari ogni sei mesi e a esibire, a richiesta dell’autorità sanitaria o di polizia, l’ultima certificazione sanitaria ottenuta”. 




http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *