“Un fronte anti-sovranista? Sì, se il Ppe risolve le sue contraddizioni” – Repubblica.it


Roma. “Se il Ppe risolve le sue contraddizioni e si schiera contro i sovranisti, un fronte ampio anche con i Popolari in Europa è possibile”. Sandro Gozi è il democratico che si è candidato con En Marche in Francia.

Gozi, lei si è candidato con En Marche in Francia. Davvero pensa che post elezioni europee ci sarà un’alleanza tra il Pse e Macron?  
“Sono ottimista nel senso che credo ci siano tutte le condizioni nel nuovo parlamento europeo per costruire una nuova alleanza progressista: il Pd e En Marche possono essere protagonisti perché questa intesa deve esser basata sul nuovo gruppo progressista con molti liberal democratici, ma non solo. Si guarda anche ai Verdi”.

Rep

E con Il Ppe come vi comporterete?
“Dipende dal Ppe che deve superare le sue contraddizioni. A oggi nei Popolari europei ci sono due linee confliggenti: i democristiani stile Juncker e la linea di Viktor Orbàn. C’è chi come Tajani e Forza Italia spingono per una  alleanza con Salvini e Le Pen e l’estrema destra europea: questa è una contraddizione forte che va risolta. A partire dall’ambiguità di Manfred Weber, il loro candidato alla presidenza Ue”.

Come mai lei ha scelto di candidarsi in Francia?
“Perché mi sono sempre battuto per costruire movimenti che superino le frontiere nazionali. Sono convinto che non avremo mai una vera democrazia europea senza veri movimenti e partiti politici transnazionali europei. Una battaglia già fatta nel 2016 e la scelta di Macron e di En Marche è stata di aprire in lista a europei di nazionalità diversa da quella francese. Ho accettato. E nel nuovo Parlamento continueremo a batterci per dare la possibilità al più presto agli europei di votare direttamente movimenti e partiti transnazionali”.

La convince l’appello di Zingaretti “da Tsipras a Macron”?
“La divisione tra nazionalisti da una parte e i progressisti europeisti dall’altra è nei fatti. E’ la nuova linea di divisione, è la profezia di Altiero Spinelli che si avvera. Credo che sia assolutamente necessario questo fronte ampio. I progressisti hanno due avversari”.

Quali?
“Il primo è la paura che i nazionalisti sfruttano e che è provocata dall’incapacità della politica nazionale a dare ai cittadini risposte, speranze e rassicurazioni rispetto a problemi che hanno superato le frontiere: dall’immigrazione, alla lotta al cambiamento climatico al governo della finanza e del digitale, al terrorismo per ritrovare la capacità di controllo di questi fenomeni dobbiamo costruire una Europa sovrana  democratica”.

 L’altro avversario?
 “Lo status quo. Quello che hanno voluto i conservatori, il Ppe con Angela Merkel in testa. I cittadini non trovano le risposte che si aspettano nell’Europa così com’è. E’ l’Europa che non dice mai nulla”.

L’inchiesta sulla consulenza fantasma che l’ha coinvolta, l’ha messa in difficoltà rispetto alla candidatura?
“No, assolutamente no”.

Qualche mese fa lei è andato con Matteo Renzi da Macron, come mai?
“Perché siamo convinti che sia l’unico leader politico veramente impegnato a rifondare l’Europa e l’unico ad avere il peso politico necessario a realizzare questo progetto. Chi in Italia perde tempo ad attaccare Macron anziché lavorare con lui, ha totalmente sbagliato strada”.


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