Vella: “Fernando Aiuti fu il primo medico attivista in Italia”


FERNANDO Aiuti fu il primo medico attivista in Italia”. Ricorda così il pioniere della ricerca e della lotta contro l’Aids in Italia, morto oggi a Roma, Stefano Vella, direttore del Centro di Salute Globale dell’Istituto superiore di sanità ed ex presidente della Società internazionale dell’Aids. Ha lavorato accanto ad Aiuti per anni ed è stato suo compagno di battaglie.

Professor Vella come ricorda Aiuti?
“E’ stato un grande medico e ricercatore. Siamo stati colleghi per molto tempo al Policlinico Umberto I di Roma. E’ stato lui a descrivere il primo caso di Aids in Italia nel 1982”.
All’inizio non è stato facile individuare la patologia.
“Nel ’79 arrivò in ospedale un ragazzino con la febbre. Il primario, un medico di estrema esperienza, disse che era una malattia nuova. Ma non si capiva cosa fosse”.
Dopo quel primo caso ne avete visti molti altri…
“Sono stati tempi difficili e lui era in prima linea. In quel periodo si ammalavano in molti e la malattia uccideva. Colpiva vedere morire così tanti giovani, non eravamo abituati a questo”.
Che cosa ha portato Aiuti alla lotta alla malattia?
“Ha capito che la battaglia passava anche dalla difesa dei diritti umani e anche il ruolo dell’informazione. Quando baciò Rosaria Iardino, sieropositiva, lo fece per far capire a tutti che la malattia non si trasmette per via orale. Un gesto contro i pregiudizi sulla trasmissione dell’Hiv. Era ‘un medico attivista’ e ha fatto molto contro le fake news“.
Come si comportava nelle sue battaglie?

“Ha sempre alzato la testa e non ha mai temuto di affrontare i potenti. All’inizio c’era molto pregiudizio nei confronti di questa malattia. Si pensava in qualche modo che chi si ammalava fosse responsabile del suo male. Lui è sempre intervenuto per abbattere lo stigma e difendere i malati. Ha avuto un ruolo centrale e solo dopo di lui si è diffusa la figura del ‘medico attivista’. E’ stato il primo”.
Aiuti ha capito quanto la malattia dovesse essere combattuta anche nel contesto sociale.
“Sì, è stato così anche perché l’Aids ha scoperchiato le disuguaglianze fra ricchi e poveri. E’ stata la prima malattia globale. Quando sono nati i farmaci, ha rivelato che una parte dei pazienti potevano avere accesso ai medicinali e salvarsi. Altri pazienti invece, nel Sud del Mondo, rimanevano esclusi. E Aiuti era in prima linea in questa battaglia. Oggi l’Oms lavora perché tutti possano ricevere le terapie”.
Recentemente Aiuti era sceso in campo anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dei vaccini.
“Era sempre pronto a lottare per qualche cosa che riteneva importante e giusto. Non si è mai fatto fermare dal potere, né dalle fake news e ha sempre alzato la testa”.

LEGGI: E’ morto Ferdinando Aiuti, pioniere della lotta all’Aids
 


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Mario Calabresi
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