Vestiti con colori sempre alla moda, grazie a un inchiostro riprogrammabile


OGGETTI dalle proprietà camaleontiche: è la promessa di una nuova invenzione firmata dagli scienziati del Massachusetts Institute of Technology di Boston. Un inchiostro riprogrammabile che ci consentirebbe, ad esempio, di cambiare la tinta delle nostre scarpe in base all’umore. O, per dirla con le parole di Yuhua Jin, ricercatore del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory nonché principale autore dello studio, di avere una miriade di “opzioni personalizzabili”, potenzialmente in grado di “migliorare l’efficienza della produzione manifatturiera e di ridurre gli sprechi complessivi”.

Vestiti con colori sempre alla moda, grazie a un inchiostro riprogrammabile

Chiamato PhotoChromeleon, il sistema sfrutta un mix di coloranti fotocromatici che possono essere spruzzati o pitturati sulla superficie di qualsiasi oggetto – dalle scarpe alle macchine, passando per le custodie degli smartphone – per fargli cambiare colore. Un processo che è completamente reversibile, spiega Mit news, e quindi può essere ripetuto all’infinito. In un’incessante opera di rinnovamento del guardaroba. Il lavoro affonda le proprie radici in una precedente tecnica elaborata dai ricercatori. Consisteva nell’utilizzo di una stampante 3D per fabbricare oggetti in grado di mutare colore, ma aveva due importanti limitazioni: la bassa risoluzione dei risultati e le ristrette combinazioni cromatiche possibili. Da qui l’esigenza di trovare un’altra via attraverso un inchiostro ottenuto mischiando tre coloranti fotocromatici, ovvero ciano, magenta e giallo, in una singola soluzione che si può applicare sull’oggetto desiderato.

Vestiti con colori sempre alla moda, grazie a un inchiostro riprogrammabile

Il video pubblicato dai ricercatori dà un’immediata idea pratica di come funziona. Si vedono gli studiosi spruzzare la soluzione messa a punto su un camaleonte giocattolo e poi inserirlo all’interno di una scatola dotata di un proiettore e di una fonte di luce ultravioletta. Proiettando luci diverse, gli scienziati riescono ad attivare o a disattivare un determinato colore. Nello specifico, scrive la giornalista di Mit News Rachel Gordon, sono state usate “tre diverse luci con differenti lunghezze d’onda per eliminare separatamente ogni colore primario”. Per esempio, la luce blu è per lo più assorbita dal colorante giallo che così viene disattivato. Rimangono, invece, ciano e magenta che risultano, all’occhio di chi guarda, nel blu. Se l’esito finale non soddisfa, è sufficiente sfruttare la luce ultravioletta per cancellare il tutto, come con un colpo di spugna, e ricominciare da capo.

Vestiti con colori sempre alla moda, grazie a un inchiostro riprogrammabile

La tecnica – cui si affiancherebbe una comoda interfaccia che chiunque potrebbe utilizzare – è stata testata sul modellino di una macchina, sulla custodia di un cellulare, su una scarpa e su un piccolo camaleonte giocattolo: a seconda della forma dell’oggetto, per il processo sono stati necessari dai 15 ai 40 minuti. I risultati che verranno presentati allo User Interface Software and Technology Symposium, in corso a New Orleans dal 20 al 23 ottobre, sono stati soddisfacenti e i ricercatori promettono di lavorarci ancora per ampliare i colori disponibili. Ma quello che possiamo vedere oggi ci permette già di sognare: una tecnologia del genere soddisferebbe il nostro desiderio di essere sempre alla moda. Stagione dopo stagione, ci consentirebbe di accordare i colori del guardaroba alle tendenze del momento e per di più senza scucire un quattrino. Ne ringrazierebbero non solo le tasche, bensì pure l’ambiente, come ha sottolineato Stefanie Mueller, professoressa del Mit. “Dando ai consumatori l’autonomia di personalizzare i propri prodotti, un numero indefinito di risorse potrebbe essere preservato, e le opportunità di cambiare creativamente i tuoi oggetti preferiti sono illimitate”, ha detto.

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Carlo Verdelli
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