Video di Antonio Di Maio, Pd: “Il vicepremier riferisca in aula”. Renzi: “A me mancò solidarietà dei dirigenti dem”


Un video con gli occhi lucidi, in cui chiede scusa alla famiglia, agli operai che hanno lavorato in nero nella sua azienda, e scagiona il figlio. Le dichiarazioni con cui Antonio Di Maio si assume tutte le responsabilità per le vicende che lo hanno riguardato scatena reazioni diverse in casa dem.

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Il deputato Michele Anzaldi attacca: “Il video, che sembra curato dallo staff M5S, prova ad assolvere Luigi Di Maio, ma in realtà inguaia ancora di più la sua posizione. Di Maio senior ammette di aver voluto chiudere l’azienda nel 2006 a causa di debiti tributari e previdenziali per 176mila euro, debiti che hanno portato al pignoramento di Equitalia per 353mila euro su un terreno della famiglia. Lo stesso papà Di Maio, però, ha continuato a fare il suo lavoro di capo azienda con una nuova società fotocopia, intestata prima alla moglie e poi ai figli. Quindi la moglie e i figli erano davvero prestanome del padre? Davvero c’è l’ipotesi di elusione fraudolenta, avanzata dall’inchiesta delle Iene?”

“Di Maio non si può più nascondere. Deve venire a spiegare anche in Parlamento, non può limitarsi ad una comparsata a Porta a Porta“, dice la senatrice Pd Valeria Valente, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama. “Vogliamo sapere da lui: perché ha fatto il prestanome del padre quando era già vicepresidente della Camera?”. E la senatrice Pd Simona Malpezzi: “Nel 2013 per una controversa questione di versamenti Imu, 5 stelle e Lega presentarono una mozione di sfiducia contro la ministra Josefa Idem. La campagna contro l’esponente Pd fu martellante, e alla fine la ministra si dimise. Nel 2018, le tante stranezze, irregolarità e bugie della famiglia Di Maio, vengono derubricate a piccole marachelle dei genitori”. Un caso ricordato anche da Monica Cirinnà: “Sarebbe bene ricordare che nei governi a maggioranza Pd nella precedente legislatura per molto, ma molto di meno di quanto sta accadendo al vicepremier Di Maio, ben tre ministri si sono dimessi (Josefa Idem, Federica Guidi e Maurizio Lupi). Di Maio non ci giri intorno, non esponga suo padre a ulteriore ludibrio sui social e venga a riferire in aula tutto ciò che sa”.

L’ex segretario, Matteo Renzi, sottolinea invece il diverso atteggiamento dei dirigenti dem rispetto a quelli 5Stelle. E implicitamente critica il Pd: “Conosco ciò che sta passando la famiglia Di Maio e mi dispiace vedere le telecamere entrare nell’intimità di una famiglia. Per colpa di Luigi e dei suoi amici ci siamo passati anche noi: almeno Di Maio può contare sulla solidarietà dei suoi colleghi Cinque Stelle. A me invece la solidarietà è arrivata dalla nostra gente, non dal gruppo dirigente del Pd che per la stragrande maggioranza è rimasto in silenzio, sia pubblicamente che privatamente”. Lo scrive nella sua enews. E poi aggiunge: “Ma non posso continuare ad accostare i due casi, altrimenti mio padre si arrabbia”.

 


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Mario Calabresi
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