Viterbo e il caso del prefetto che ama frequentare le feste della Lega. Il Pd presenta un’interrogazione



Impegnato in un costante coordinamento tra istituzioni, paziente mediatore nelle vertenze, tutore della sicurezza pubblica e attento controllore di quanto accade negli enti locali, che in determinati casi può arrivare a commissariare, il prefetto è necessariamente una figura super partes. Un rappresentante sul territorio del Governo, che ascolta tutti, si confronta con tutti e non fa poi sconti a nessuno. Incarichi del genere mal si conciliano con la partecipazione ad appuntamenti che nulla hanno di istituzionale e tutto di partito. Ma il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, non sembra preoccuparsene. Il suo ormai è diventato un caso e continuano a spuntare come funghi foto e video in cui “Sua Eccellenza” prende parte a iniziative della Lega e siede a tavola con esponenti del partito nazionali e locali.

Il prefetto, 58 anni, originario di Messina, da oltre un anno a questa parte sembra da un lato mostrare una grande passione per il partito di Salvini, che come ministro dell’interno è poi anche quello da cui lo stesso Bruno dipende, e dall’altro ad esempio si trova a dover garantire che a nessun aspirante amministratore locale venga assegnato neppure un voto non dovuto, con due Comuni del viterbese che il prossimo 9 giugno andranno al ballottaggio e dove in vantaggio ci sono proprio due candidati a sindaco leghisti. Abbastanza per far divampare le polemiche a Viterbo e dintorni.

Il prefetto Bruno, dopo aver svolto lo stesso incarico a Vibo Valentia e dopo aver ricoperto importanti ruoli direttamente al Viminale, si è insediato nella città dei papi il 20 novembre 2017. Dallo scorso anno il feeling con il partito di Salvini è apparso piuttosto evidente. Il rappresentante del Governo nel marzo 2018 è stato immortalato mentre partecipava alla festa per l’elezione del senatore leghista Umberto Fusco e poi mentre era a cena con Salvini dopo il comizio del Capitano in piazza del Plebiscito, a Viterbo.

A giugno eccolo di nuovo a far festa per l’elezione a sindaco di Viterbo dell’azzurro Giovanni Arena, candidato del centrodestra e dunque anche della Lega. Sempre il prefetto, scelto tra l’altro dall’ex ministro dem Marco Minniti, nell’ottobre scorso ha poi preso parte all’inaugurazione della sede della Lega a Tarquinia. Nello stesso Comune in cui, caduta anticipatamente la giunta azzurra di Pietro Mencarini, pochi giorni prima aveva dovuto scegliere un commissario a cui affidare la guida dell’ente fino a nuove elezioni. Immagini rimbalzate sui social che pian piano hanno creato un caso. Tanto che il senatore Bruno Astorre, insieme ad altri nove colleghi del Pd, sulla vicenda ha presentato un’interrogazione proprio al ministro Matteo Salvini, che invece non sembra affatto dispiaciuto del sostegno da parte del suo rappresentante nel viterbese e ovviamente, nonostante siano trascorsi otto mesi, non ha risposto.

Alle elezioni europee di domenica scorsa la Lega è risultata il primo partito in provincia di Viterbo, con il 41,42% dei consensi, tanto che gli uomini di Salvini hanno iniziato a reclamare maggior spazio nella stessa giunta Arena, dove al momento contano su due assessori. Nello stesso giorno inoltre si è votato anche per il rinnovo di 27 consigli comunali e il confronto è finito con il ballottaggio sia a Civita Castellana che a Tarquinia, dove in vantaggio ci sono proprio gli aspiranti sindaci leghisti e dove dunque si tornerà a votare il 9 giugno. A Civita Franco Caprioli, candidato sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e una civica, al primo turno ha raccolto il 45,38% dei voti, mentre il dem Antonio Zezza, che ha cercato di provare a raccogliere l’eredità del primo cittadino uscente Gianluca Angeletti, non è andato oltre il 20,59%. A Tarquinia invece Alessandro Giulivi, sostenuto dalla Lega e da due civiche, si è attestato sul 33,72%, e Giovanni Moscherini, supportato da FdI e da tre civiche, sul 24,30%. Proprio quel Giulivi con cui il prefetto Bruno festeggiava meno di otto mesi fa durante l’inaugurazione della sede leghista a Tarquinia.


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